Post

I volenterosi carnefici

Immagine
La transizione ecologica porta con sé un carico di conseguenze che andrebbero attentamente valutate prima che possano provocare danni irreversibili. Ma a quanto sembra l’euro-Titanic, ancora una volta, è lanciato a tutta velocità e non ha intenzione di arrestarsi né di cambiare rotta, illudendosi che l’iceberg si sposti (o si sciolga) prima dell’impatto. Lo scorso 14 luglio la Commissione Europea ha presentato un corposo pacchetto di norme, il #Fitfor55 , che nelle intenzioni dovrebbe abbattere del 55% le emissioni di CO2 generate in Unione Europea entro il 2030. In sintesi, è un insieme di norme che faranno aumentare il costo del consumo di energia, comunque inteso (dai trasporti al riscaldamento). Un salasso epocale che è persino difficile stimare nell’entità. Arriverà pure un momento in cui qualcuno dovrà porsi il problema della agibilità politica di queste misure. Sì, perché per ora la Commissione ha lavorato “al riparo dal processo elettorale”, come Mario Monti ha icasticamente tr...

Green Deal

Immagine
Il Green Deal (GD) è un'evoluzione del vincolo esterno , concetto teorizzato da Guido Carli nel 1993. Considerando l’Italia un caso disperato, una società retrograda in cui gli istinti animali prevalgono (sic), Carli pensava che fosse necessario legare il nostro paese a una struttura sovranazionale che vincolasse l’Italia a parametri di bilancio stringenti e a politiche economiche rigorose. Dunque l’Unione Europea con la sua moneta unica e le sue regole era il salvifico argine alla dissennatezza italiana. Si tratta di una versione alta del topos culturale dell’Italietta provinciale, furbetta e corrotta, in cui trova agio tutto il lessico moralistico e retrivo del discorso pubblico degli ultimi trent’anni: casta, cricca, familismo amorale, poltrona, clientelismo, bamboccioni, sino all’immortale assioma popolare “se so’ magnati tutto”. Un apparato ideologico rilanciato per decenni a ciclo continuo dai media e dagli stessi politici, che ha avuto l’effetto di indebolire la democrazia, ...

Prezzo Spot dell'energia: lo spiegone

Immagine
Perché il prezzo spot in Francia è alto nonostante il nucleare? Perché è più basso in Polonia? Perché in Germania a volte è basso a volte è alto? Perché in Italia è sempre alto? Domande che mi sono state poste un milione di volte, per cui facciamo lo SPIEGONE definitivo. 1) Il prezzo dell'energia SPOT è un prezzo all'ingrosso (cioè senza oneri, tasse, costi di trasporto e distribuzione) che si forma giorno per giorno e riguarda l'energia consegnata il giorno dopo. NON è il prezzo che pagano i consumatori finali. 2) Il prezzo spot in Europa si forma secondo la logica del prezzo marginale. 3) Come funziona il prezzo marginale? I produttori offrono una quantità ad un prezzo (orario, per tutte le 24 ore del giorno dopo), che normalmente si basa sui costi di produzione di ciascun impianto. I vari gestori del mercato (le "borse elettriche") impilano le offerte per quantità/prezzo dal meno al più caro, generando così una curva di offerta cumulata quantità/prezzo in vendi...

Leva si, Leva no

Immagine
La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.  Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l'esercizio dei diritti politici.  L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.  (Costituzione, art.52) A dispetto che me ne verranno alcune ragionate obiezioni e un mucchio di biecamente strumentali anatemi (reazionario, nazionalista, sovranista, populista, rossobruno e via nella scia del sinistro sinistrismo), sento l’urgenza di inserirmi con due parole nella diatriba scatenata da Salvini con la proposta di tornare al servizio di leva obbligatorio, militare o civile. Per otto mesi. Io ne feci 18 e se parto da me non è per il narcisismo di coloro che trattano il mondo come se fosse una giostra di calcio in culo dove tutto è mosso dal perno centrale e gli ruota intorno  e quel perno sarebbero loro. Avete presente Lucia...

La ritirata di Fiat dall'Italia

Immagine
Sergio Marchionne   è stato uno dei migliori manager del mondo contemporaneo. E’ riuscito a mantenere   Fca   protagonista del mercato automobilistico, a risanarla, a continuare a produrre auto pur in assenza di investimenti da parte degli azionisti Agnelli-Elkann e partendo da una situazione fallimentare. I primi reali investimenti dell’era Marchionne, infatti, sono stati annunciati solo un paio di mesi fa, con la pubblicazione di un maxi-piano industriale da alcuni miliardi di euro per l’auto elettrica (che fino ad allora sembrava addirittura esclusa dai piani Fiat), la guida autonoma, la digital transformation e altre importanti e ineludibili innovazioni. Prima di questo, sostanzialmente niente. L’analisi della sua figura – e di scelte che sono costate tantissimo a un Paese che tanto ha dato prima a   Fiat   e poi a   Fca   – deve partire da tali dati di fatto. La loro disaminaa era stata condotta da chi scrive nel 2013, all’epoca della pubblicazion...