Green Deal
Il Green Deal (GD) è un'evoluzione del vincolo esterno, concetto teorizzato da Guido Carli nel 1993. Considerando l’Italia un caso disperato, una società retrograda in cui gli istinti animali prevalgono (sic), Carli pensava che fosse necessario legare il nostro paese a una struttura sovranazionale che vincolasse l’Italia a parametri di bilancio stringenti e a politiche economiche rigorose. Dunque l’Unione Europea con la sua moneta unica e le sue regole era il salvifico argine alla dissennatezza italiana.
Si tratta di una versione alta del topos culturale dell’Italietta provinciale, furbetta e corrotta, in cui trova agio tutto il lessico moralistico e retrivo del discorso pubblico degli ultimi trent’anni: casta, cricca, familismo amorale, poltrona, clientelismo, bamboccioni, sino all’immortale assioma popolare “se so’ magnati tutto”.
Un apparato ideologico rilanciato per decenni a ciclo continuo dai media e dagli stessi politici, che ha avuto l’effetto di indebolire la democrazia, favorire l’alienazione di molte prerogative statali all’Unione Europea e generare movimenti acchiappavoti in nome della lotta alla casta. Ora che abbiamo regalato a Bruxelles ampi spazi di autodeterminazione e che abbiamo visto i fustigatori di costumi divenire a loro volta casta, siamo alle prese con ciò che resta del confuso trentennio post-Maastricht. Resta il vincolo esterno, più forte che mai e che da monetario, fiscale e istituzionale, si allarga ora sino a diventare industriale.
Il Green Deal lanciato in gran pompa dalla Commissione Europea è il tentativo di realizzare un nuovo terreno di competizione economica in cui l’Europa a trazione tedesca possa primeggiare. La creazione di un salto tecnologico quale è la transizione ecologica (auto elettrica in primis) impone una selezione all’interno dell’industria, una distruzione dell’esistente in favore di un nuovo paradigma.
Frans Timmermans, Commissario europeo per il clima, ha parlato proprio di vera e propria rivoluzione industriale. La prima vittima è il settore italiano dell'automotive. Il vincolo esterno industriale europeo, imposto attraverso il Green Deal e il NGEU, comincia ad operare da lì.
Ecco perché è importante contrastare in tutte le sedi le posizioni di ingenuo europeismo, che fanno pensare al celebre pezzo di Giorgio Gaber, qui parafrasato:
"Qualcuno era europeista perché glielo avevano detto. Qualcuno era europeista perché non gli avevano detto tutto".
Tratto da post Twitter di DUREZZA DEL VIVERE
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