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Prezzo Spot dell'energia: lo spiegone

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Perché il prezzo spot in Francia è alto nonostante il nucleare? Perché è più basso in Polonia? Perché in Germania a volte è basso a volte è alto? Perché in Italia è sempre alto? Domande che mi sono state poste un milione di volte, per cui facciamo lo SPIEGONE definitivo. 1) Il prezzo dell'energia SPOT è un prezzo all'ingrosso (cioè senza oneri, tasse, costi di trasporto e distribuzione) che si forma giorno per giorno e riguarda l'energia consegnata il giorno dopo. NON è il prezzo che pagano i consumatori finali. 2) Il prezzo spot in Europa si forma secondo la logica del prezzo marginale. 3) Come funziona il prezzo marginale? I produttori offrono una quantità ad un prezzo (orario, per tutte le 24 ore del giorno dopo), che normalmente si basa sui costi di produzione di ciascun impianto. I vari gestori del mercato (le "borse elettriche") impilano le offerte per quantità/prezzo dal meno al più caro, generando così una curva di offerta cumulata quantità/prezzo in vendi...

Leva si, Leva no

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La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.  Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l'esercizio dei diritti politici.  L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.  (Costituzione, art.52) A dispetto che me ne verranno alcune ragionate obiezioni e un mucchio di biecamente strumentali anatemi (reazionario, nazionalista, sovranista, populista, rossobruno e via nella scia del sinistro sinistrismo), sento l’urgenza di inserirmi con due parole nella diatriba scatenata da Salvini con la proposta di tornare al servizio di leva obbligatorio, militare o civile. Per otto mesi. Io ne feci 18 e se parto da me non è per il narcisismo di coloro che trattano il mondo come se fosse una giostra di calcio in culo dove tutto è mosso dal perno centrale e gli ruota intorno  e quel perno sarebbero loro. Avete presente Lucia...

La ritirata di Fiat dall'Italia

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Sergio Marchionne   è stato uno dei migliori manager del mondo contemporaneo. E’ riuscito a mantenere   Fca   protagonista del mercato automobilistico, a risanarla, a continuare a produrre auto pur in assenza di investimenti da parte degli azionisti Agnelli-Elkann e partendo da una situazione fallimentare. I primi reali investimenti dell’era Marchionne, infatti, sono stati annunciati solo un paio di mesi fa, con la pubblicazione di un maxi-piano industriale da alcuni miliardi di euro per l’auto elettrica (che fino ad allora sembrava addirittura esclusa dai piani Fiat), la guida autonoma, la digital transformation e altre importanti e ineludibili innovazioni. Prima di questo, sostanzialmente niente. L’analisi della sua figura – e di scelte che sono costate tantissimo a un Paese che tanto ha dato prima a   Fiat   e poi a   Fca   – deve partire da tali dati di fatto. La loro disaminaa era stata condotta da chi scrive nel 2013, all’epoca della pubblicazion...